Sono numerose e variegate le virtù intriganti, persino sorprendenti, che son allacciate agli oggetti che compongono la moda: una fra queste, che sta particolarmente a cuore di chi scrive, è la capacità degli abiti e accessori di rivelarsi pregiati contenitori di storie.
Piccolo ma necessario disclaimer: l’allusione non ha a che vedere con l’attuale, e talvolta usurata, prassi della volontà di “storytelling” di incastrare strategicamente un’ispirazione romantica a qualsivoglia prodotto, tutt’altro!
La virtù in questione ha a che fare proprio con l’intenzione di progettare capi che, mentre vestono e decorano, si dimostrano mezzi speciali per dilettare lo spirito, nutrire la conoscenza, e far viaggiare l’immaginazione: oggetti che indosso son fonte di bellezza per l’aspetto, e al contempo danno voce a racconti che ristorano la mente curiosa.
Son altrettanto numerose e variegate le forme che tali oggetti narrativi possono assumere, ma una in particolare è forse la più immediata e modellabile: l’arte della stampa sul tessuto, che come fossero parole scritte su pagine di carta o flussi d’immagini composti su pellicola, se esercitata con dovizia tecnica e leggerezza creativa, sa imbastire racconti che avvolgono l’immaginazione, la accompagnano ad incontrare storie inaspettate, la trasportano persino a compiere viaggi in terre lontane.
Accade così nel mondo Kinloch: che con la collezione dedicata al prossimo inverno 2021 viaggia nella bellezza intensa dell’India, e la traduce nel fascino giocoso dei suoi racconti stampati su stoffe eccellenti.

In effetti, Kinloch padroneggia dovizia tecnica e leggerezza creativa con merito e successo da ormai vari anni: al cuore del brand italiano, e delle sue collezioni di accessori e capi stampati, c’è innanzitutto la fiducia nella qualità dell’artigianalità italiana, che intreccia e intesse, letteralmente, la selezione pregiata dei materiali, ovvero le sete di Como e le lane del Biellese, alla maestria manifatturiera delle mani e delle macchine che si prendono cura profonda di ogni dettaglio e finitura, e all’arte della stampa che è un’esercizio brillante tra l’eleganza classica e la giocosità sognante. Il risultato è un universo immaginario, mondi onirici popolati di personaggi divertenti e motivi decorativi raffinati tinti di colori brillanti, che prendono vita su foulard e fazzoletti, stole e sciarpe, cravatte e papillon, pochette da taschino e camicie realizzate dai celebri camiciai di Napoli, persino shopper e beauty, nonché i calzini e le ultimissime tovagliette americane.
Le creazioni son pensate per la donna e per l’uomo, e per chiunque ami decorarsi con capi stampati ad arte che narrano storie, e divertirsi a sbrigliare la propria fantasia di stile: il fazzoletto si può infatti annodare al collo, ma anche alla borsa o al polso, il foulard può divenire un’elegante bandana, ma se si preferisce decorare i capelli in altro modo, ci sono anche le fasce e gli elastici.
Il tema cambia ad ogni stagione: è una nuova tappa, attraverso una geografia dell’ispirazione che ha già esplorato Russia, Messico, Napoli, e Las Vegas. E che ora, come accennato, sceglie come meta l’incanto dell’India.

Kinloch a/i 2021: le stampe brillanti ed eleganti raccontano le meraviglie dell’India, la nuova tappa sulla mappa dell’ispirazione di viaggio

Le stampe della collezione a/i 2021 son come un diario di viaggio felice, una collezione di cartoline che sulla stoffa narrano le attrazioni e le tradizioni affascinanti del mondo indiano.
Le grafiche lievi eppur curatissime ci conducono dinanzi allo splendore del Taj Mahal, il capolavoro d’architettura che come uno scrigno prezioso racchiude il segreto della leggenda di una storia d’amore; ci portano al cospetto degli animali sacri come il maestoso elefante, simbolo di saggezza ed autorità, in passato votato ad esser la cavalcatura dei sovrani, e la regale tigre del Bengala, venerata per la sua fierezza e natura mistica.
I disegni ritraggono scene rituali, come la dolcezza del matrimonio e la disciplina dei fachiri, e danzano sulla stoffa, come se si muovessero al ritmo delle figure che ritraggono: come con le ballerine sinuose, gli incantatori di serpenti che da sempre ammaliano gli sguardi increduli di chi assiste al loro spettacolo stupefacente; le silhouette flessuose che profilano i movimenti attenti, quasi coreografici, dello yoga.
Le illustrazioni colgono i simboli evocativi e li tramutano in decori: come il sitar, il tradizionale strumento musicale a corde simile ad un liuto che conquistò anche l’orecchio di George Harrison dei Beatles; la magia del mandala, splendida composizione geometrica che racchiude l’intensa ricchezza simbolica e spirituale che fa fiorire la consapevolezza umana nei confronti dell’infinitezza dell’universo e dei segreti del cerchio della vita; e ancora il motivo che in Occidente conosciamo come paisley, e la cui storia è una trama antica che risale il tempo fino ad un passato lontano, quando l’inconfondibile motivo a goccia si narra risalisse persino alla civiltà babilonese, che tra i dettagli sottili e sofisticati di quella forma di lacrima aveva stilizzato il germoglio della palma da dattero, ovvero il prezioso albero della Vita.
Ogni creazione in collezione è un quadro da contemplare, un caleidoscopio colorato in cui immergersi, un’opera da indossare per impreziosire l’outfit e giocare con lo stile.