È una borsa: certo. È un accessorio: naturalmente. È un oggetto che unisce magistralmente funzionalità ed estetica: senza dubbio. Potremmo osservarla a lungo, indossarla appaiata a varie fogge di outfit, maneggiarla a gusto dell’uso e dell’istinto: ma non giungeremmo mai a completarne la lista di qualità e virtù.
Perché la borsa Bao Bao è un esemplare di fashion design che continua, e sempre continuerà, ad ammaliare l’immaginario di addetti ai lavori d’ingegneria delle forme tanto quanto di appassionati di moda e dintorni: è frutto dell’ingegno al contempo profondamente visionario e testardamente concretissimo di Issey Miyake, che ne ha fatto la dimostrazione definitiva del concetto di pezzo unico, plasmato mica dal tocco sontuoso dello stilista, bensì da quello volatile per eccellenza del caso.
Ed ecco che con la nuova serie “Gravity”, il caso oltre che stilista diventa anche artista: ed esprime tutta la sua creatività sulla superficie di ogni borsa, ogni volta in modo squisitamente irripetibile.

Prima di addentrarci nelle caratteristiche della nuova serie “Gravity”, è altamente consigliato gustarsi una passeggiata nella sua storia sorprendente: a partire dal suo nome, che in lingua tailandese ha il significato di “leggerezza”, che in effetti è la sostanza principale attraverso cui si nutre e si trasforma la sua apparenza.
La linea Bao Bao è un compendio di tradizione giapponese secolare e la tecnologia futurista: custodisce la leggiadria perfetta dell’arte degli origami che riempie di stupore gli occhi, e la applica alla ricerca affamata che Issey Miyake opera senza sosta. Al posto della carta che si piega secondo la disciplina della geometria, c’è il poliuretano a dare forma ai triangolini applicati su una rete speciale a mo’ di prismi modulari tridimensionali, così flessibili e mutevoli che la borsa può tranquillamente liberarsi e ribellarsi alla classica immagine di ‘bag’, e piegarsi a qualsivoglia volontà: può essere arrotolata, riempita, appiattita, piegata, la sua forma si adatterà e muterà costantemente, divenendo sempre nuova pur restando sempre se stessa … senza fare un plissé, è il caso di dirlo.

Issey Miyake presenta la nuova serie Gravity della Bao Bao bag: la forza di gravità dipinge le borse mutevoli come quadri di Action Painting

Se ne ascoltate bene il nome, scoprirete l’origine della linea Bao Bao per assonanza: in effetti fa il suo esordio in passerella con un primo modello ribattezzato Bilbao bag’, in ispirazione e omaggio concettuale alla poetica del caso come architetto delle forme architettoniche che è la firma delle opere di Frank Ghery, in particolare con il Guggenheim Museum di Bilbao, in Spagna. Son trascorsi svariati anni e svariati rinnovi della Bao Bao bag, ma l’arte resta sempre un importante fil rouge d’ispirazione: così infatti accade anche con la nuova serie “Gravity”, dove la forza di gravità è stilista delle cromie che pervadono e animano la superficie delle borse, facendo scivolare l’inchiostro sui moduli triangolari così che i colori si mescolano in libertà, creando sfumature e contrasti imprevedibili, allestendo una suggestione inedita di una stampa ad effetto marmo.
Ma che a ben vedere rievoca anche il fascino della poetica del caso dell’Action Painting, dove è il caso che genera bellezza spontanea e sorprendente distribuendo il colore sulla superficie in imprevedibile libertà: che nel caso della Bao Bao bag Gravity significa anche che ogni pezzo non è mai uguale all’altro, bensì è unico e inimitabile.